sabato, 12 settembre 2009

Premio Energheia - Matera

Un racconto inedito della sottoscritta è stato scelto come miglior racconto da sceneggiare al Premio Energheia, XV edizione 2009.

Oggi la Cerimonia di Premiazione.

Bella emozione...

 

venerdì, 15 maggio 2009

Il breve viaggio

Chissà se era il tempo del sonno o della veglia? Continua a chiederselo a distanza di qualche giorno e cammina con la testa per aria, lungo strade familiari dove potrebbe comunque perdersi. E guarda il cielo, le nuvole, il mare. E ritorna indietro con i passi e con il cuore. E si scopre fanciulla ingenua e sognatrice, romanticamente banale e fin troppo normale, mentre rivede i sassi che non si calpestano, e ricorda gli attimi che non si dimenticano. E' scesa dall'autobus senza sapere dove andare, è corsa tra le braccia del suo Amore, ha guardato senza vedere. Nella piazzetta romita ha giocato con i passanti come saltimbanca senza casa, si è rifugiata nel vicolo, ha ingannato la verità. Laggiù vicino alla fontana ha sorriso, nella piazza ha guardato incantata il passo lontano del cercatore di conchiglie, sulla gradinata ha fatto la civetta, nella casa diroccata ha ricncorso un fugace bacio, come foglia che cade in primavera senza vedere l'autunno, ha sognato e sentito il sogno. Più su, ai piedi della Cattedrale, ha guardato l'orizzonte, sulla stradina ha saltellato come da bambina, nel bar ha bevuto il caffé d'orzo e ha sorriso ancora. Qualcuno conosce la sua storia e non vuole narrarla...

15:03 Scritto da: didone68 in blog life | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: viaggio, racconto, amore, sogno | OKNOtizie |  Facebook

sabato, 27 dicembre 2008

Un racconto lungo...

 

E' quasi passato, la misura colma, la fatica e la serenità paghe.

Non è sicura di avere testimoni ma le azioni concrete hanno preso il posto dei castelli troppo per aria e si affanna sempre di meno a cercare soluzioni. Ci sono i suoi figli, il suo lavoro, le sue passioni illimitate, i suoi amici.

E' quasi passato un anno, è trascorso forse troppo in fretta ma è comunque ormai agli ultimi sprazzi. Mai dire mai. Cos'altro ancora può accadere? Forse è presto per dire basta o, forse, è tardi per ringraziare il cielo per quello che è accaduto. Gioca con il tempo, si trastulla con i pensieri inutili ma invadenti, ama senza limiti come sempre, corre all'impazzata come sempre e come sempre si ferma, ma solo dopo.

2008, ne scandisce il suono ovattato e bisestile di nuvola e guarda fuori come chi ancora cerca il significato recondito degli eventi ormai lontani.

Quanta gente! Quanti passi! E ricorda tutto. La memoria l'accompagna senza tregua, quella stessa memoria che si da le giuste arie di donnina allegra e, che, in grado di rinfacciarti il passato, si stende al tuo fianco e ti osserva.

- La memoria? Buona quella! - avrebbe sentenziato Ludovico che  ricorda tutto ma fa solo finta di dimenticare per sgravarsi delle responsabilità del ricordo.

Basta ricordare Ludovico per capire meglio l'ultimo anno... Ludovico che ti asciuga le lacrime nella folla, che ti sorride e che ti fa sorridere quando pensi impossibile il sorriso, Ludovico che ti trovi davanti quando meno te lo aspetti e che poi si allontana troppo in fretta, davanti ad un camino spento e a un abbraccio troppo struggente, Ludovico che corre per chilometri con la sua auto, solo per baciarti, nel suo giubbotto di pelle nera che lo fa sembrare un ragazzino, quello stesso ragazzino che fugge spaventato e con gli occhi sgranati se non controlla più il suo presente, Ludovico di cui conosci ogni centimetro di pelle, che ti è entrato dentro e non andrà mai via, Ludovico che ti fa aspettare cinque o sei mesi per un altro bacio. Sempre Ludovico per tutto l'anno, Ludovico che ti accompagna fino a luglio con i sospiri di notti insonni ma trepidanti, che ti sopporta quando piangi e invece avrebbe solo voglia di scappare, che ti riconquista con una carezza solo pensata, che sa quello che pensi e anticipa i tuoi sogni, Ludovico che ti accarezza e che ti lascia le mani sulla pelle per i giorni e i mesi che non ci saranno carezze, proprio lui che c'è sempre anche senza esserci, con le sue canzoni dedicate che dicono quello che non si sente in grado di dire, Ludovico che si emoziona e che poi torna a ridere per non sentirsi il fiato sul collo, lo stesso Ludovico che si spaventa se il carico si fa pesante.

E con lei, lo sa bene Ludovico, tutto può essere pesantissimo.

Ludovico che rincorri e sai di dover lasciare libero, Ludovico che ti ama ma non te lo dice perché è più bello non esserne sicuri...

Sai Amore? Domani è il 27 dicembre - dice lei, tra il sonno e la veglia, perché non sai mai se mentre ti parla, ha voglia di ascoltare le tue risposte o si sta addormentando.

- Bella scoperta! - fa lui.

- Amore... abbiamo tre anniversari domani... - e lo dice come una gatta che miagola.

- Tre? Io ne ricordo solo due - con il tono di chi sta pensando - Ecco, così non mi puoi rinfacciare che non mi ricordo... - ma sorride perché li ricorda tutti e tre.

- Quali dei tre ricordi?- detto e pensato come se Jessica Fletcher dovesse scoprire il colpevole dell'ultimo reato.

- Lo sai che ricordo - dice con aria sorniona l'altro gatto - e pensa davvero al 27 novembre nell'atrio di quella scuola, solo un mese fa, e al 27 luglio al mare, già cinque mesi,  ma sa anche che c'è altro... un 27 che ritorna a bussare piano dopo un anno. E sa Ludovico che ci sono altri giorni da ricordare, belli e brutti, come in tutti gli amori che durano nel tempo e che meritano di essere ricordati. Perché Ludovico lo sa che il suo è un Amore grande che ha abbattuto le barriere del tempo e dello spazio, anche quando lei sembrava lontana forse troppo lontana, anche quando lui non c'era e stava quasi per abbandonare tutto, e sa anche che, se un giorno sembrerà giunta la fine, non sarà mai davvero la fine.

- E il terzo? Hai già dimenticato il 27 dicembre del 2007? - incalza, deve sempre avere l'ultima parola...

Come cadendo dalle nuvole Ludovico comincia a ridere, ridono entrambi.

- Sei una sciocchina!!! - sussurra Ludovico. Ha lui l'ultima parola, con quel dolce e semplice nomignolo le dice tutto quello che sente, da sempre, da quando gli occhi si sono incontrati la prima volta, nell'azzurro, nel mare, nel vento.

Di quella volta ricordano davvero tutto. E' come ricordare il motivo per cui si parlano, si cercano, ci sono.

 

Uno splendido 2009 a tutti

Assu